Un abusivo

Da qualche tempo fa il parcheggiatore abusivo. Ce ne sono davvero tanti ma lui è il più discreto, il suo è più un chiedere l’elemosina che fare il “mestiere”, non è di quelli insistenti, se gli si dice che non si hanno soldi si allontana intimidito.
Ogni volta che rientro con l’auto mi viene incontro, mi saluta e mi aiuta a far manovra per parcheggiarla.
Poi, quando si rende conto che manca solo l’ultima manovra, si allontana e non mi da mai il tempo di ringraziarlo.
Stasera, però, dopo la famosa ultima manovra è rimasto vicino alla mia auto, bardato con sciarpa, cappello e cappuccio per il freddo.
In quel momento ho fatto spero una cosa che non lo abbia offeso: sono scesa dall’auto e per ringraziarlo ho preso il portafogli per offrirgli dei soldi.
Lui non me li ha neanche fatti cacciare che subito ha detto “no, no, assolutamente non voglio soldi, io lo faccio come se lo facessi per mia figlia. Ti ritiri da sola con la macchina di sera e ti vengo a dare una mano. Non ti preoccupare”.
Detto ciò, al mio silenzio quasi interdetto, si è stretto nel suo giubbino e si è allontanato come suo solito.
Una gesto del tutto inaspettato, non sono riuscita a dire una parola (cosa rara), se non un grazie, rimasto per metà in gola, detto alle sue spalle che si facevano sempre più lontane.

È una piccola storia di serenità di fine giornata che fa bene ai pensieri.
Credo che ogni tanto faccia bene concedersene una e, ad augurarci che il genere umano si estingua, riprendiamo domani.

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