Mastro presepaio

Mi ha fatta entrare nella sua bottega di mastro presepaio. Quarant’anni di miniature, mulini, mangiatoie, pastori e piccoli meccanismi per farli muovere.
“Lo accendo solo per voi, voglio farvi vedere quanto sono vivi tutti i miei amici”. Preme un pulsante e tutto si mette in movimento: le lavandaie stendono il bucato, il macellaio sgozza il maiale, l’arrotino affila i suoi coltelli, il panettiere inforna il pane, l’uomo sul balcone si fa la barba, l’asinello macina il grano, il fiume scorre, un ragazzo mangia le caldarroste, le pecore pascolano e in tutto questo scenario Maria dondola la semplicissima culletta di legno in cui giace il bambinello.
“Vedete la velocità con cui viene dondolata la culla? Ecco, tutti i miei pastori non possono muoversi più velocemente di quella perchè sanno che non devono svegliare il bambino”.
Osservo il bambinello, ha gli occhi chiusi e le manine giunte sotto una guanciotta rosea. Dorme.
“Il presepe è la casa del bambinello e quando a casa un bambino sta dormendo tutti si muovono piano e bisbigliano per non farlo svegliare. Adesso, che si sia credenti o meno, qui c’è un ninnillo che dorme e il sonno dei bambini è sacro e va rispettato”.
Parlando accarezza la mano di Maria che da anni culla il bambino in quella bottega.
“Vedete? Il presepe parte tutto da qui, dalla spinta della mano di una mamma. Pur a vit è accussì”.

Mi sorride con i suoi occhi celesti e buoni. Che buono l’odore di vernice mista a muschio della sua bottega. Sono stata in un posto meraviglioso.

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