Torna, sì, ma torna.

Era un pianoforte antico, lo sentivamo suonare spesso, soprattutto di domenica. La musica ci è sempre piaciuta, ed abbassavamo il volume della TV per sentirlo suonare.
Poi quella perdita, quel dolore, ed il pianoforte è stato messo a tacere in quella casa abbandonata, in cui tutto è stato lasciato come aveva deciso lei l’ultima volta.

Ma stamattina qualcosa è cambiato, abbiamo sentito quegli infissi polverosi finalmente riaprirsi per concedere al mare di rientrare e quelle note hanno ricominciato a liberarsi dapprima timidamente fino ad assestarsi in un raptus di ricordi.
Quanto è bella “Torna a Surrient” suonata al pianoforte soprattutto quando lui ha cantato con una voce interrotta da singhiozzi solo la strofa che dice “torna, sì, ma torna”.

Quanto vorrebbe che lei tornasse, ma adesso gli è rimasta solo la musica che ha ritrovato in una soleggiata domenica di primavera.

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