Salvata

Ieri mattina ho capito cosa significhi educare un figlio al rispetto per le donne.

Mentre ero a comprare il pane sono stata raggiunta dal suono di tante urla. Un ragazzo ed una ragazza litigavano e lui minacciava di metterle le mano addosso.
Con tutti i presenti ci siamo allora precipitati fuori ed abbiamo visto che il ragazzo l’aveva afferrata per il braccio e la strattonava.
Lei piangeva impaurita. Cercava il contatto visivo con quel partner violento come a sperare di ricordargli le cose belle che, forse, tra un momento di dramma e l’altro avevano vissuto. Ma niente, lui era pronto a farle del male. Pronto a darle un ceffone, forse l’ennesimo.
Nel negozio con noi c’era una signora anziana con il figlio che vedendo la scena, senza pensarci su due volte, ha urlato al figlio di intervenire.
Il ragazzo è partito ancor prima che la madre finisse la frase ed è andato a placare la situazione aiutando la ragazza.
“Signò – ha detto uno dei presenti all’anziana – “chill poteva da un pacchero pure a vostro figlio”.
Ma lei, senza scomporsi minimamente, con la fierezza che solo le donne convinte di quel che fanno possono avere, gli ha risposto-“mio figlio è grande e grosso nu paccher non gli avrebbe fatto niente, ma se lo acchiappava chella creatura poteva pure rimanere a terra. Pensateci”.

Il figlio della signora frattanto era riuscito ad allontanare quell’energumeno violento ed aveva chiesto alla ragazza se volesse sporgere denuncia offrendosi come testimone.
La ragazza visibilmente in stato confusionario lo ha ringraziato e gli ha detto che non sapeva cosa avrebbe fatto, che quel fidanzato caratterialmente era spesso “irruento” nei suoi confronti ma che quando voleva sapeva anche farla sorridere.
Adesso, qualsiasi cosa questa ragazza decida di fare sono convinta che per lei sia avvenuta una piccola grazia: è venuta a conoscenza anche di uomini che salvano.
Chissà che quella madre, con i suoi insegnamenti, e che quel figlio cresciuto con quei valori, non le facciano scattare qualcosa dentro che la salverà.

Salvati, ti imploro.

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