Cose simpatiche che mi accadono

Ero in fila come tutte le altre ad attendere il mio turno per poter provare il limite massimo di capi consentito (6). Quando si entra da Zara credo che sia d’obbligo provare un numero massimo di capi, invidio quelle con le idee chiare che riescono a portarsene nei camerini 1 o 2, immagino sempre che fuori tengano un compagno ben armato che le abbia minacciate di non provarne di più, altrimenti non si spiega.

In ogni caso, quando è giunto finalmente il mio turno per poter provare, ho attraversato con riservatezza il piccolo corridoio abitato da mariti “sfasteriati” tramutati per l’occasione in farlocchissimi Enzo Miccio, e bambini che si scaccolavano riflettendosi nel grande vetro del magazzino, e mi sono appropinquata nel primo camerino disponibile.

Ecco che da qui entriamo nel vivo della storia. Mentre stavo chiudendo alle mie spalle la tenda del camerino per poter cominciare a provare, una mano di donna super laccata con colatura gel piena di strass si è intrufolata alle mie spalle e l’ha riaperta con veemenza.
“Stu camerino è o mij”- ha urlato la proprietaria della mano super laccata con cotonatura biondo platino.
“Scusi signora, non mi ero accorta che stesse già provando lei”
Mi guarda stranita -“Ma io non stavo provando già, chist è o camerino che mi hanno assegnato”

Nel siparietto generale si è avvicinata anche una commessa che mettendoci un bel carico da 90 ha aggiunto “signore, perfavore, nel camerino una alla volta, non si può entrare insieme”
“Insieme?” -aggiungo io nel massimo della perplessità -“ma io la signora non la conosco!”

Insomma, rendendomi conto che la biondona era oramai pronta a prendermi per i capelli e trascinarmi fuori, continuando ad ignorarne la logica, faccio comunque per prendere i miei vestiti e dargliela vinta. Si era già creato il gruppetto di curiosi che seguiva la faccenda puntando su di me o sulla bionda. Avrebbe vinto lei, ne ero certa.
Ma proprio mentre stavo per uscire, lei ha pronunciato finalmente quelle parole che hanno chiarito tutto “se nun tenev ragion non avrei insistito, ma vedi? A me lo hanno assegnato il camerino 2!”
Dicendo questa cosa mi ha mostra la targa di legno che solitamente le grandi aziende consegnano per indicare quanti capi si son portati all’interno.
Vedo infatti che la signora aveva tra le sue mani solo due capi (poi dite che io penso a male su quelle che provano solo 2 o 3 capi da Zara).
“Signora, mi scusi, ora capisco perchè lei stia insistendo tanto, ma quel numero 2 indica il numero dei capi, non quello del camerino!”
Fortunatamente anche la commessa si intromette e mi da ragione.
“U Maronna ma io ho sempre creduto che chist indicava o’ camerino. Vir? Alle volte parte lo strascino per errore. Che figura e merd. Scusatemi”.

E anche oggi ci siamo scansati qualcosa.

 

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